Educazione sessuale a scuola contro la cultura della violenza e della sopraffazione

Educazione sessuale a scuola contro la cultura della violenza e della sopraffazione

 

“Spaventa – ha detto il consigliere del Partito Democratico Enrico Conti in Consiglio comunale – constatare la crescita sotto nuove forme di una cultura misogina, maschilista, segno di una vera e propria regressione culturale, di una reazione ai processi di emancipazione e liberazione femminile, in un contesto più generale in cui riemerge in grande stile la violenza individuale e del gruppo e la sopraffazione come linguaggio e (dis)valore di fondo nelle relazioni sociali.

La vittima di violenza invece di essere oggetto di solidarietà e cura, continua non raramente ad essere aggredita ed emarginata, nel contesto sociale che ha reso possibile la violenza, in quanto “perdente”. Per questo molte vittime sono costrette a cambiare luogo di vita.

La seconda amara constatazione – aggiunge Conti – è il degrado ambientale e urbanistico che sia accompagna al profondo disagio sociale e alla povertà culturale e valoriale che caratterizza i contesti dove avvengono più spesso, ma non sempre e non solo, questi fatti.

Su entrambi questi aspetti inscindibilmente legati occorre fare molto di più di quanto si è fatto sino ad oggi, ma le scelte del governo sembrano andare nel senso opposto, tagliando risorse per gli investimenti in riqualificazione urbana e in assistenza sociale.

Un terzo non meno importante elemento riguarda la carenza di un’educazione alla sessualità dei più giovani, essendo andata ampiamente in crisi da molto tempo la capacità della famiglia e di altri corpi intermedi di impartire l’educazione alla sessualità di tipo “tradizionale”, prevalentemente repressiva o più spesso evasiva, limitata alle precauzioni rispetto alla contraccezione.

L’educazione alla sessualità, di fatto, è oggi in molti contesti surrogata per i giovani e giovanissimi dalla fruizione, spesso senza alcun filtro, dei contenuti proposti dall’industria della pornografia on line, certamente non idonei a costituire un percorso di crescita verso una sessualità sana e consapevole degli adolescenti, anche quando non siano, come spesso accade, modelli violenti e sopraffattori nei confronti delle donne.

Educazione sessuale – prosegue il consigliere PD – è anche, e soprattutto, educazione alla relazione con il corpo e con la mente dell’altro. Non c’è buon sesso senza una buona relazione fatta di complicità e condivisione e dunque rispetto per il corpo e la psiche; il proprio ancor prima di quello dell’altro.

Diventa innanzitutto molto importante imparare a conoscerlo, capire come è fatto e come funziona, come si guasta e come si accomoda, come si usa correttamente, a partire dall’igiene e dalla prevenzione, per imparare ad avere una buona relazione con se stessi e con l’altro.

Spesso prima ai genitori che ai figli e alle figlie manca questa conoscenza, manca questa consapevolezza, per impartire una buona educazione sessuale.

Anche di questa ignoranza, oltre che del retaggio “patriarcale”, si nutre e approfitta la cultura della violenza nella sessualità che vediamo troppo spesso in azione nei contesti più diversi della nostra società.

Siamo uno degli ultimi Stati europei insieme a Bulgaria, Cipro, Polonia, Lituania e Romania che non prevede obbligatoriamente un percorso di educazione sessuale nelle nostre scuole.

Renderla obbligatoria – conclude il consigliere PD Enrico Conti – come parte di un più ampio percorso di educazione sanitaria nelle scuole secondarie di primo e di secondo grado è un obbiettivo che una buona politica deve porsi al più presto”.

Il comunicato stampa si trova sul sito del Comune di Firenze, cliccando qui.

https://www.comune.fi.it/comunicati-stampa/enrico-conti-pd-educazione-sessuale-scuola-contro-la-cultura-della-violenza-e